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Tradizioni

“La tradizione non consiste nel mantenere le ceneri
ma nel mantenere viva una fiamma.”

JEAN LÉON JAURÈS

 

TRADIZIONI BOLOGNA

  • ARTE E CULTURA
  • SPORT
  • GIOCHI
  • CUCINA
  • SPETTACOLO
  • LOCALI

ARTE E CULTURA

Nel 2000 Bologna è stata Capitale europea della cultura, mentre nel 2006 è stato conferito alla città il riconoscimento da parte dell’UNESCO di Città creativa della musica, la prima in Italia, la seconda in Europa dopo Siviglia. Nel 2008 lo Zecchino d’Oro dell’Antoniano di Bologna è diventato “Patrimonio per una cultura di pace” UNESCO, prima trasmissione televisiva al mondo a ricevere un riconoscimento di questo tipo. Nel 1988 a Bologna si è tenuta la Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, considerata la più importante vetrina mediterranea della creatività giovanile. Molte istituzioni culturali e universitarie hanno sede alla Manifattura delle Arti, un’area recentemente recuperata negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi e dell’ex macello.Nella cultura popolare Bologna è nota come la grassa (per la cucina), la dotta (per l’antica e prestigiosa istituzione universitaria), e la rossa (per il colore degli edifici del centro storico che è quasi sempre rosso da secoli, dal momento che la terra delle colline bolognesi, cotta per farne mattoni, acquisisce questa colorazione. Spesso l’aggettivo è riferito al pensiero politico “rosso” degli anni sessanta e soprattutto settanta, che era molto diffuso tra la popolazione della città).

UNIVERSITA’

L’Alma mater studiorum – Università di Bologna è considerata la più antica università del mondo. La data della sua fondazione è stata fissata convenzionalmente nell’anno 1088. All’a.a 2012/13 ospita circa 90.000 studenti e si articola in 11 Scuole e 33 Dipartimenti. La vita della città e quella dell’Università sono intimamente connesse fin dal Medioevo, facendole meritare l’appellativo di Bologna la dotta.Questa massa di studenti, provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo (in particolare dal Progetto Erasmus) ha un notevole impatto sulla vita della città. Se da una parte questo afflusso contribuisce a vivacizzare in maniera significativa un centro storico in cui l’età media dei residenti sarebbe molto alta, d’altro canto tutte le amministrazioni degli ultimi anni hanno dovuto confrontarsi con problemi di ordine pubblico e di sporcizia legati all’animata vita notturna della zona universitaria.A Bologna è presente la prestigiosa università americana Johns Hopkins University– The Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS), che ha sedi anche a Washington e Nanchino, e conta nel centro scolastico emiliano più di 6.000 alunni di oltre 100 nazionalità diverse.In città si trova inoltre una sede del Dickinson College, con un programma attivo fin dal 1965, che ospita circa un migliaio di studenti

MUSEI

Bologna possiede 43 musei nei quali, accanto alle collezioni permanenti, sono organizzate mostre temporanee. I principali musei sono: le Collezioni comunali d’arte, il Museo civico archeologico (con collezioni di epoca romana, etrusca e preistorica), il Museo civico medievale, la Pinacoteca nazionale di Bologna (con opere dei Carracci, Giotto, Vitale da Bologna, Raffaello, Guido Reni, Parmigianino), il Museo Morandi, il Museo civico d’arte industriale Davia Bargellini, il Museo del patrimonio industriale di Bologna, il Museo di Palazzo Poggi, il MAMbo (Museo d’arte moderna di Bologna). L’Università ha propri musei e biblioteche, quasi uno per ogni facoltà, a cui si aggiungono i musei religiosi.

Di più recente costituzione sono il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna inaugurato nel 2004, il Palazzo delle Esposizioni presso Palazzo Fava nel 2011, il Museo della Storia di Bologna presso Palazzo Pepoli nel 2012 e il MAST. Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia nel 2013.

CINEMA

A Bologna ha sede la prestigiosa Cineteca di Bologna in via Riva di Reno, già presieduta dal regista Giuseppe Bertolucci e ora da Carlo Mazzacurati. Grazie all’apporto fornito dagli studenti del DAMS (corso di laurea fondato nel 1971 presso l’Università di Bologna e poi aperto anche in altri atenei italiani), sono attive in città parecchie produzioni cinematografiche indipendenti. In Italia, Bologna è la seconda città con maggior numero di posti in sale cinematografiche per abitanti (superata solo da Campobasso, che però ha una popolazione molto più esigua), e la diciannovesima in Europa. Numerosi sono i festival dedicati al cinema che si tengono in città, fra cui: Future Film Festival, Biografilm Festival, Human Rights Nights, YoungAbout, Il cinema ritrovato, Divergenze, Immaginaria, Some Prefer Cake, Visioni Italiane, Le parole dello schermo ecc

TEATRO

Il teatro è stata una forma di intrattenimento molto diffusa a Bologna fino dal Cinquecento. Il primo teatro pubblico fu il Teatro della Sala, attivo a partire dal 1547 nel Palazzo del Podestà.

Una figura molto importante del teatro bolognese e italiano fu Alfredo Testoni, il commediografo autore de Il cardinale Lambertini, grande successo teatrale sin dal 1905, riproposto poi sullo schermo dall’attore bolognese Gino Cervi.

Nel 1998 il Comune di Bologna ha dato vita al progetto “Bologna dei Teatri”, un’associazione che riunisce le principali strutture teatrali della città. Si tratta di un circuito di teatri dall’offerta culturale variegata, che spazia dalla commedia dialettalebolognese alla danza contemporanea, ma con una strategia di comunicazione e promozione unitaria. In concreto, gli spettacoli in cartellone nei vari teatri aderenti al progetto vengono pubblicizzati settimanalmente attraverso una locandina unica.

MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

Bologna è la città dei portici: oltre 38 km nel solo centro storico. Li si trova in quasi tutte le vie del centro e la loro origine è in parte da attribuirsi alla forte espansione che ebbe la città nel tardo Medioevo, quando la città e la fiorente università divennero un polo ambito per studiosi e letterati di tutta l’Europa, ma anche per la popolazione proveniente dalla campagna.

Di qui la necessità di sfruttare al meglio gli spazi e aumentare la capienza delle case espandendo i piani superiori al piano terra, dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature, e successivamente da portici sorretti da colonne. Peraltro i portici, come anche in altre città vicinanti, costituirono anche un sistema pressoché spontaneo di camminamenti coperti, consentendo perciò di percorrere buona parte delle strade al riparo da pioggia e neve. Esse furono anche un mezzo per l’espansione di attività commerciali e artigiane. Ritenere che la nascita del portico sia solo una diretta conseguenza delle necessità espansionistiche del tessuto urbano è però fare torto ai principi di saggia amministrazione urbanistica che hanno dimostrato gli allora rettori della città. Anzi dobbiamo rilevare la loro lungimiranza e la loro capacità di predisporre dei servizi per tutti, richiedendo un sacrificio alla proprietà privata (i portici sono eretti su suolo privato e la loro manutenzione è di pertinenza del proprietario della casa annessa alla struttura portilizia) obbligandola alla costruzione delle case coi portici e al loro uso pubblico. Un curioso editto del 1288, secondo il quale nessun nuovo edificio doveva essere privo di portico, specificava che questi dovevano essere alti almeno 7 piedi bolognesi (2,66 metri), questo per permettere il transito di un uomo a cavallo. Identica anche la larghezza minima. A queste misure non si attenne scrupolosamente la popolazione più indigente che in alcuni casi riservava 1 o 2 piedi alla propria dimora obbligando i cavalieri transitanti a chinare il capo.

Chiese

 

 

Torri

Le torri gentilizie di Bologna, di origine medioevale, sono uno dei tratti più caratteristici della città. Secondo il conteggio effettuato da Giovanni Gozzadini nel XIX secolo, le torri nel Medioevo sarebbero state addirittura più di 180 (una enormità rispetto all’estensione della città di allora). Stime condotte con metodi più moderni riducono questo numero a 90-100 tra torri e case-torri, un valore comunque considerevole considerando il notevole sforzo necessario all’epoca per edificare costruzioni simili. Di esse ne esistono ancora diciassette. Fra le torri superstiti si possono citare la Torre Azzoguidi (61 metri di altezza), la Torre Prendiparte (59,50 metri), e le ben più note Torre degli Asinelli e Garisenda.

Le due torri sono i monumenti simbolo della città: la Torre degli Asinelli (97,20 metri, la torre pendente più alta d’Italia) e la Torre della Garisenda (in origine alta 60 metri, ora 48) edificate per volere di nobili ghibellini nel XII secolo. La più pendente delle due, la Garisenda, fu citata più volte da Dante Alighieri, nella Divina Commedia (Inferno, XXXI, 136-140) e nelle Rime, a riprova del suo soggiorno a Bologna.

 

Palazzi storici e ville

La maggior parte dei palazzi di Bologna risalgono principalmente all’epoca in cui la città era inglobata nello Stato della Chiesa tra il XVI e il XVIII secolo ed appartenevano alle famiglie senatorie che governavano Bologna a quei tempi. Alcuni furono costruiti altri, già presenti, solo ammodernati. I Bentivoglio precedentemente furono tra le prime famiglie a costruirsi un loro palazzo che però fu distrutto e le macerie si trovano ai Giardini del Guasto dei Bentivoglio, dietro il Teatro Comunale.

L’Archiginnasio di Bologna è uno dei palazzi più significativi della città: fu sede dell’antica Università, dal 1563 al 1803. Il palazzo fu costruito nel 1562 su progetto di Antonio Morandi (detto il Terribilia), ed è ricchissimo di storia e opere d’arte. Citiamo il complesso araldico murale (che si compone di più di 6000 stemmi studenteschi), ed il teatro anatomico (che risale al 1637, sala dedicata allo studio dell’anatomia a forma di anfiteatro, costruita in legno d’abete, soffitto a cassettoni, e decorata con statue di illustri medici del passato e di modelli anatomici dell’artista Lelli). Dal 1838 è sede della Biblioteca Comunale.

Per quanto riguarda le ville, in molti casi si tratta di antichi conventi o luoghi di culto che, in età napoleonica, vennero venduti a privati e in qualche occasione trasformati appunto in ville.

 

PITTORI E SCULTORI

Agostino Carracci

http://it.wikipedia.org/wiki/Agostino_Carracci

Annibale Carracci

http://it.wikipedia.org/wiki/Annibale_Carracci

Ludovico Carracci

http://it.wikipedia.org/wiki/Ludovico_Carracci

Francesco Francia

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Francia

Il Guercino

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Guercino

Francesco Albani

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Albani

Giorgio Morandi

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Morandi

Guido Reni

http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Reni

Giuliano Minguzzi

http://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_Minguzzi

Pompillio Minguzzi

http://it.wikipedia.org/wiki/Pompilio_Mandelli

Norma Mascellani

http://it.wikipedia.org/wiki/Norma_Mascellani

Carlo Santachiara

http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Santachiara

MUSICISTI

Adriano Banchieri

http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Banchieri

Ottorino Respighi

http://it.wikipedia.org/wiki/Ottorino_Respighi

Franceso Guccini

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Guccini

Lucio Dalla

http://www.luciodalla.it/

Vasco Rossi

http://www.vascorossi.net/it/home/1-0.html

Gianni Morandi

http://www.morandimania.it/

Luca Carboni

http://www.lucacarboni.it/

Cesare Cremonini

http://www.cesarecremonini.org/web/#

Stadio

http://www.stadio.com/

SCRITTORI E POETI

Giulio Cesare Croce

http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Cesare_Croce

Giosuè Carducci

http://it.wikipedia.org/wiki/Giosu%C3%A8_Carducci

Giovanni Pascoli

http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli

Pier Paolo Pasolini

http://www.pierpaolopasolini.it/

Roberto Roversi

http://www.robertoroversi.it/

Umberto Eco

http://www.umbertoeco.it/

Stefano Benni

http://www.stefanobenni.it/

Pino Cacucci

http://it.wikipedia.org/wiki/Pino_Cacucci

Carlo Lucarelli

http://www.carlolucarelli.net/

Enrico Brizzi

http://www.enricobrizzi.it/

Wu Ming

http://it.wikipedia.org/wiki/Wu_Ming

Pupi Avati

http://it.wikipedia.org/wiki/Pupi_Avati

Alessandro Bergonzoni

http://www.alessandrobergonzoni.it/

Enzo Biagi

http://it.wikipedia.org/wiki/Enzo_Biagi

SCIENZIATI

Luigi Galvani

http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Galvani

Marcello Malpighi

http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Malpighi

Guglielmo Marconi

http://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Marconi

Augusto Righi

http://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_Righi

Ulisse Aldrovandi

http://it.wikipedia.org/wiki/Ulisse_Aldrovandi

Scipione Del Ferro

http://it.wikipedia.org/wiki/Scipione_del_Ferro

ATTORI, REGISTI E PRESENTATORI

Gino Cervi

http://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Cervi

Giuseppe Bertolucci

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Bertolucci

Stefano Accorsi

http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Accorsi

Raffaella Carrà

http://www.raffaellacarrafans.com/default.html

Simona Ventura

http://it.wikipedia.org/wiki/Simona_Ventura

Syusy Blady

http://it.wikipedia.org/wiki/Syusy_Blady

Patrizio Roversi

http://it.wikipedia.org/wiki/Patrizio_Roversi

Giorgio Celli

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Celli

SPORT

BASEBALL

Bologna ha, e ha avuto in passato, squadre di vertice in molti sport. La Fortitudo Baseball ha vinto otto campionati italiani (l’ultimo nel 2009), otto Coppe Italia e cinque Coppe dei Campioni. Nel 2013 milita nel massimo campionato italiano di baseball, la Italian Baseball League.
Gli Athletic’s Bologna partecipano dalla stagione 2011 alla Serie A Federale, mentre i Bologna Longbridge 2000 militano nel campionato di serie B.

Fortitudo Baseball Bologna

http://www.fortitudobaseball.it/

Athletics Bologna Baseball

http://www.athletics-virtus.it/athletics/

CALCIO

Anche il calcio, come in tutte le città italiane, è molto popolare; il Bologna Football Club 1909, la principale squadra della città, nel corso della sua storia ha vinto 7 scudetti (1925, 1929, 1936, 1937, 1939, 1941 e 1964), tre Coppe dell’Europa Centrale (1932, 1934 e 1961), due Coppe Italia (1970 e 1974), una Coppa di Lega Italo-Inglese (1970), una Coppa Intertoto (1998) ed ha raggiunto due volte la semifinale diCoppa UEFA.

Bologna Football Club 1909

http://www.bolognafc.it/

FOOTBALL

Nel football americano, Bologna si impose, negli anni ottanta, tra le realtà del campionato della massima serie di quello sport, allora emergente, conquistando il superbowl nel 1985 e nel 1986, rispettivamente con i Doves e con i Warriors. I Warriors, inoltre, hanno raggiunto il superbowl nel 1983, nel 1984, nel 1988, nel 2005, nel 2008 e nel 2011. Entrambe le squadre hanno lo Youngbowl, Campionato italiano Under 21: i Doves nel 1986 e i Warriors nel 2006 e nel 2008.

Doves Bologna

http://www.dovesbologna.it/

Warriors Bologna

http://www.warriorsbologna.it/

IPPICA

Bologna possiede anche dal 1932 un ippodromo comunale, l’Arcoveggio, che ospita corse al trotto tutto l’anno esclusa la pausa estiva di luglio e agosto. La città è un po’ la patria del trotto nazionale, sia per la sua centenaria e gloriosa storia ippica, sia per aver espresso personaggi che hanno contribuito a fondare la moderna ippica italiana. Il campionissimo indigeno Varenne detiene tuttora il record della pista con il tempo di 1.13.1 sui 2060 metri, segnato il 19 settembre 1999 correndo il Gran Premio Continentale.

Ippodromo dell’Arcoveggio

http://www.hippogroupcesenate.it/site/ippica_ippodromo_bologna_index.asp

MOTORI

Nel panorama sportivo bolognese spicca, inoltre, la Ducati, storica azienda di Borgo Panigale fondata nel 1926 che, nell’immediato dopoguerra, ha iniziato la produzione di motoveicoli. In particolar modo, negli ultimi vent’anni, l’azienda ha conquistato un invidiabile palmarès di vittorie nel campionato mondiale Superbike (moto da corsa derivate dalla produzione di serie – 14 titoli mondiali Costruttori e 12 titoli mondiali Piloti), e dal 2003 è diventata una delle protagoniste del Campionato del Mondo della classe MotoGP, vincendo il titolo mondiale nel 2007 con Casey Stoner. Inoltre a Sant’ Agata Bolognese si trova la fabbrica delle prestigiose auto Lamborghini.

Ducati

http://www.ducati.it/index.do

Lamborghini

http://www.lamborghini.com/en/home/#!slide/4462

BASKET

A Bologna la pallacanestro è uno sport molto radicato. Negli anni novanta la città si è guadagnata l’appellativo di Basket City (“la città della pallacanestro”) grazie alla contemporanea militanza ai vertici dell’Europa delle due squadre bolognesi Virtus e Fortitudo. Il basket femminile è rappresentato dalla Libertas Basket Bologna, in Serie A2 dal 1993.

Nel capoluogo emiliano hanno sede i principali enti che organizzano i campionati di pallacanestro italiani e l’All-Star Game: la Lega Basket (Serie A) e la Legadue.

Virtus Pallacanestro Bologna

http://www.virtus.it/

Fortitudo Pallacanestro Bologna 103

http://fortitudobologna.it/

Libertas Basket Bologna

http://nuke.libertasbologna.it/

PALLAVOLO

La Zinella Volley ha vinto il campionato italiano nel 1984/85, la Coppa Italia nel 1983/84, la Coppa delle Coppe nel 1986/87 e una Coppa di Lega nel 1985/86.

Zinella Volley Bologna

http://www.zinella.it/

GIOCHI

DENOMINAZIONE: Ruzzolone, Buzzica, Rutolone
TIPO DI GIOCO: Gioco itinerante con disco di legno
NUMERO GIOCATORI: Due, ognuno per se, oppure due coppie o squadre contrapposte
MATERIALE DI GIOCO: Un disco di legno (ruzzolone) per ciascun giocatore, una fettuccia con il rocchetto e maniglia per il lancio
TERRENO DI GIOCO: La strada o un percorso naturale dì almeno 500 (cinquecento) metri
OBBIETIVO: Vince chi, a parità di tiri prestabiliti, supera l’avversario
ORIGINI: Molto antiche, sicuramente antecedenti il XV secolo

1.Il gioco del ruzzolone, derivato dal lancio della forma di formaggio, viene effettuato con un disco di legno assomigliante la forma di formaggio, ed una cordella.
2.Le misure del “ruzzolone” sono le seguenti: diametro 26 cm., spessore 6 cm., peso non inferiore a 2 Kg.
3.La cordella, normalmemte di cotone, ha dimensioni a piacere. Ad una estremità presenta un anello del medesimo o di altro materiale, per infilarvi il braccio ed uno zeppo, o rocchetto o croccolo, per impugnare più saldamente l’attrezzo al momento del lancio.
4.Si lancia il ruzzolone con la cordella in senso verticale (di “coltello”) oppure a mano libera a scelta del giocatore.
5.Si sorteggia il giocatore che comincia e si effettua un lancio ciascuno, alternativamente, lungo la strada o il percorso prescelto.
6.I lanci seguenti il primo vengono effettuati dal punto dove si è fermato il ruzzolone nel lancio precedente.
7.La lunghezza minima del percorso non è inferiore di solito a quella raggiungibile con una media di quattro lanci (normalmente 500/600 metri).
8.La partita consiste nel lanciare il ruzzolone dal punto di inizio del percorso al punto di arrivo, con il minor numero di lanci; in caso di parità di lanci vince chi ha oltrepassato il traguardo (con l’ultimo lancio valido) per una distanza maggiore di quella dell’avversario.
9.La partita consiste in genere di 2 “giochi”: andata e ritorno; in caso di parità si effettua un terzo gioco.
10.Vince la partita il giocatore che per primo si aggiudica 2 “giochi”.
11.Nel ruzzolone la strada, o pista di gioco percorso naturale, è croce e delizia per il giocatore: egli deve seguire le curve rendendo magicamente parabolico l’attrezzo; i fossi, i greppi, le buche, sono vere e proprie trappole per il povero ruzzolone, ma il bello del gioco è proprio questo. C’è da dire poi che alcuni ostacoli sono artificiali e costituiscono dei traguardi, o “biffi”, che il giocatore deve obbligatoriamente superare (per esempio far passare il ruzzolone fra due picchetti piantati lungo il percorso) per rendere valida la propria partita. Tutti gli ostacoli, naturali o artificiali, non è permesso rimuoverli, e vale la regola del “senza levare e senza mettere”.
12.Durante il gioco, il compagno di coppia o l’accompagnatore del singolo, possono dare indicazioni o suggerimenti a chi sta per effettuare il lancio.

DENOMINAZIONE: boccia alla lunga, boccia su strada, road bowl.
ZONE IN CUI VIENE PRATICATO: In tutte le regioni italiane e vari stati Europei.
TIPO DI GIOCO: gioco itinerante con bocce
NUMERO DI GIOCATORI: quanti si vuole, ognuno per sé oppure suddivisi in coppie o in squadre.
MATERIALI DI GIOCO: una boccia per ciascun giocatore.
TERRENO DI GIOCO:all’aperto su strada.
OBIETTIVO:vince la partita che si aggiudica 5 giochi.
ORIGINI: antiche.

1.La boccia alla lunga si svolge su strada con qualsiasi fondo.
2.L’attrezzo, costituito da una boccia in ferro del peso medio non superiore ad un chilogrammo, viene lanciato con la mano senza l’ausilio di alcuna altra attrezzatura (guanti, cordicelle, cinghie o simili).
3.Ogni giocatore deve disporre di una propria boccia e vince la partita il giocatore o la squadra che si aggiudica per primo 5 giochi;
4.un gioco si compone di tre lanci e risulterà vincitore chi avrà percorso più strada con la sua boccia;
5.II primo lancio può essere effettuato con rincorsa o da fermo senza toccare la linea di partenza.
6.Nelle gare di singolo si tira a sorte chi deve lanciare per primo poi si prosegue alternativamente sino al termine dei tre lanci previsti per ogni gioco.
7.Nelle gare a coppie o a squadre tutti i lanciatori eseguono un lancio ciascuno e viene prescelto come tiro valido quello più lungo.
8.In giocatore deve seguire il naturale snodarsi della strada senza tagliare le curve o alzare la boccia che deve sempre rotolare;
9.Nel caso «n cui in una gara in salita la boccia dopo il lancio toma indietro, il successivo lancio si effettuerà comunque dal punto in cui la boccia stessa si è fermata oppure dallo stesso segno del lancio precedente se questo è stato superato;
10.Le regole di gioco della boccia alla lunga sono simili a quelle del lancio del ruzzolone, della ruzzola e del formaggio adottando quelle regole secondo la predominanza nella zona.

DENOMINAZIONE: piastrelle, piastre, palet, bianchette
ZONE IN CUI VIENE PRATICATO: in tutte le regioni italiane
TIPO DI GIOCO: gioco di precisione
NUMERO DI GIOCATORI: quanti si vuole ognuno per se, o squadre di coppie o terne
MATERIALI DI GIOCO: dischi metallici e pallino
TERRENO DI GIOCO: spazi piani appositamente delimitati e possibilmente in terra battuta
OBIETTIVO: lanciare le proprie piastrelle in modo tale da farle cadere il più vicino al pallino
ORIGINI: molto antiche: antecedenti al XIV secolo.

1.IL gioco delle piastrelle si pratica su terreni appositamente delimitati e possibilmente in terra battuta della lunghezza di 16 metri, larghi almeno 1,50 cm suddivisi in tre spazi, due zone di 4 metri cadauna chiamate aree di gioco con in mezzo una zona franca di almeno 8 metri.
2.L’attrezzo di gioco è un disco metallico, leggermente concavo sulla parte inferiore con alcune scanalature che ne migliorano l’aderenza, il peso di tale disco, per gli adulti deve essere non inferiore agli 800 gr.
3.II boccino detto anche pallino o bolin è un dischetto metallico verniciato per meglio essere individuato dai giocatori;
4. II gioco si svolge con incontri tra singoli giocatori, coppie, terne o squadre.
5.I giocatori si recano sul campo loro assegnato e sorteggiano a chi spetterà effettuare il primo lancio del pallino.
6.II lancio del pallino è valido se, dopo il suo lancio, cade nella zona di campo chiamata area di gioco. Colui che lancia il pallino tira la prima piastrella per avvicinarla il più possibile al pallino stesso; il secondo giocatore tira la propria piastrella cercando di avvicinarla al pallino più del suo avversario.
7.Al termine di ogni giocata il giocatore o la squadra acquisisce tanti punti quante sono le piastrelle più vicine al pallino in confronto a quella più vicina dell’avversario.
8.La piastrella per essere valida deve cadere all’interno dell’area di gioco, non toccare le righe di delimitazione della stessa area altrimenti verrà considerata bruciata e l’arbitro dell’incontro provvederà ad allontanarla dalla area stessa.
9.Nel caso in cui un giocatore o una squadra bruci tutte le piastrelle l’avversario deve ugualmente giocare le proprie per acquisire punti.
10.Nel caso in cui due piastrelle avversarie sono equidistanti con il pallino, il successivo lancio deve effettuarlo il giocatore che ha lanciato per penultimo, se costui non modifica la precedente situazione di gioco, dovrà essere l’avversario ad effettuare un nuovo lancio; e così sino a che non sarà modificata la situazione ed acquisito il punto.
11.Vince la partita il giocatore o la squadra che raggiungerà per primo il punteggio fissato in precedenza dal regolamento della gara stessa; campi per il gioco delle piastrelle.

DENOMINAZIONE: tiro alla fune
ZONE IN CUI VIENE PRATICATO: In tutte le regioni italiane
TIPO DI GIOCO: gioco di forza
NUMERO DI GIOCATORI: suddivisi in squadre di 8 unità a seconda del peso complessivo della squadra
MATERIALI DI GIOCO: corda di canapa di circonferenza non meno di 10 cm. (100 mm.), o più di 12,5 cm. (125 mm) e deve essere libera da nodi o altri appigli per le mani e una padana di legno
TERRENO DI GIOCO: su prato o in palestra
ORIGINI: antichissime risalenti al 2500 avanti Cristo

1.Lo sport del Tiro alla Fune è praticato da squadre suddivise per categorie e per classi di peso. Tutti possono praticare questo sport sia uomini che donne;
2.L’età minima per prendere parte a gare di Tiro alla Fune è fissata in 15 anni compiuti;
3.Ogni squadra di tiratori è composta da 8 membri che tireranno dall’inizio di una gara, La gara si considera iniziata quando le squadre sono nella posizione di tiro sotto la diretta supervisione del giudice di gara;
4.Ogni squadra può disporre di una riserva che potrà essere utilizzata per sostituire uno qualsiasi dei tiratori della squadra. La sostituzione può avvenire solo una volta e può essere fatta per ragioni tattiche o per infortunio. La riserva deve essere di peso uguale o Inferiore al tiratore da rimpiazzare e deve essere autorizzata dal Capo degli Arbitri;
5.Nel caso di un nuovo infortunio la squadra può continuare a gareggiare con soli 7 tiratori. La squadra che rimane con meno di 7 tiratori non può continuare la gara stessa.
6.Ogni squadra può avere un proprio allenatore che diriga le tirate;
7.Ogni componente la squadra dovrà indossare abiti sportivi consistenti in pantaloncini, maglie sportive in cotone o jersey e calzini fino al ginocchio. Le protezioni contro l’usura dei vestiti e il danneggiamento dell’epidermide devono essere approvati dai giudici. Le cinture protettive sono ammesse solo se indossate sopra gli abiti sportivi. La protezione contro l’usura della maglia del capocorda è ammessa se non supera un massimo di 5 centimetri e deve essere posta sotto la maglia nella zona dove la corda avvolge il corpo.
8.E’ ammesso l’uso di resine per facilitare la presa sulla corda ma l’uso è ristretto alle sole mani;
9.La pesatura deve essere eseguita con i tiratori in pantaloncini senza gli scarponcini da gara;
10.Gli scarponcini dei competitori devono avere la suola, il tacco, e i lati perfettamente lisci senza puntali o piastre metalliche sotto le suole; è solo permessa applicare una piastra liscia sotto il tacco con uno spessore massimo di 6,5 mm.;
11.La corda di gara deve avere una circonferenza di almeno 10 cm e una lunghezza non inferiore a 33,5 metri. I nastri adesivi o marcature della fune devono essere fissati in modo tale che il giudice possa regolarli se la corda si allunghi o restringa. I nastri o marcatura saranno posti 1 al centro della corda, 2 a quattro metri dal centro in entrambi i lati, 2 a cinque metri dal centro in entrambi i lati. I nastri devono essere di tre colori diversi;
12.L’area di tiro deve essere piana, coperta d’erba con una linea al centro del terreno di gara; per quanto riguarda le gare indoor deve essere fatta di materiale adatto a sostenere sufficiente frizione delle scarpe sportive da gara;
13.All’inizio della gara il primo tiratore afferrerà la corda il più vicino possibile alla marcatura, la corda non potrà essere passata attraverso nessuna parte del corpo;
14.Ogni giocatore deve tenere la corda con entrambi le mani con le palme rivolte verso l’alto e la corda passerà tra il corpo e la parte superiore del braccio dello stesso tiratore: ogni altra presa che ostacoli il libero movimento della corda è infrazione alle regole;
15.II tiratore alla fine della corda sarà chiamato uomo ancora, la corda passerà lungo il corpo diagonalmente attraverso la schiena e sopra la spalla opposta da dietro a davanti, il rimanente della corda passerà sotto l’ascella in direzione all’indietro ed esterno. Il capocorda afferrerà poi la parte diritta della fune con entrambi le mani con le palme rivolte in alto e braccia estese in avanti.
16.Durante la gara non è ammesso compiere queste infrazioni:
– sitting, sedersi
– leaning, toccare il terreno con parti del corpo all’infuori dei piedi
– locking, ostacolare il movimento libero della corda con tenute non regolamentari
– grip, utilizzo di prese diverse da quelle ammesse
– propping, tenere la corda in posizione diversa da quanto richiesto dalla norma
– position, sedersi su un piede o su un arto e non estendere i piedi in avanti
– climbing, arrotolare la corda alle mani
– rowing, sedersi sul terreno mentre i piedi si muovono all’indietro
– anchor, il capocorda assume posizioni diverse dalla norma
– trainer, se l’allenatore parla con la squadra mentre sta tirando
– inactivity, viene decretato nel caso in cui le due squadre si impegnano senza successo ottenendo uno stallo
– footholds, quando un tiratore predispone tacche sul terrone di gara prima che sia dato il comando di partenza
17.Una squadra si deve considerare squalificata quando riceve 2 avvisi di infrazione nel corso di una stessa tirata. E’ infrazione anche se un tiratore offende;
18.Una tirata dura in media tre minuti;
19.Una gara a punti è costituita di tanti match ed ogni matches consiste in due tirate; viene concesso un ragionevole tempo di riposo tra le due tirate che non può superare i 6 minuti massimi.
20.Prima di iniziare la gara si procederà con sorteggio alla scelta del campo, dopo la prima tirata le squadre cambieranno lato, se fosse necessaria una terza tirata per sorteggio verrà deciso il lato del campo;
21.Vince una tirata la squadra che avrà tirato per prima uno dei lati marcati oltre la linea di centro segnata sul terreno oppure per squalifica della squadra avversaria;
22.Il match è costituito da 2 tirate, la squadra vincente due tirate acquisirà 3 punti; le squadre vincenti ognuna una tirata avranno 1 punto ciascuno. Nel caso di semifinali o finali i punteggi saranno assegnati così: la squadra che vince il match con due tirate avrà 3 punti, la squadra che vince dopo lo spareggio avrà 2 punti e l’avversaria 1 punto;
23.I giudici per ogni incontro sono tre, 1 giudice capo e 2 giudici laterali. Il giudice in carica nel dare un avviso lo indicherà con il comune codice dei segnali nominando la squadra e aggiungendo” primo avviso” o “ultimo avviso” la decisione del giudice o dei giudici sarà finale e per sempre;
24.I giudici laterali agiranno tutte le volte sotto la direziono del giudice in carica, durante le irate prenderanno posto sul lato opposto al giudice in carica e segnaleranno le opportune infrazioni usando i segnali codificati;
25.II termine di una tirata sarà segnalata dal giudice in carica fischiando e puntando la mano verso la squadra vincente;

CUCINA

Certosino

Il Certosino di Bologna è un tipico dolce natalizio della cucina bolognese con mandorle, pinoli, cioccolato ondente e canditi. È detto anche panspeziale e, in dialetto, zrtuséin o panspzièl.
La ricetta del panspeziale è molto antica e risale al
medioevo quando era prodotto dai farmacisti (o “speziali”). Solo in un secondo tempo furono i frati certosini a prendersi carico della sua produzione. Furono i frati della Certosa, oggi cimitero di Bologna, che cominciarono a fabbricare ilpanspeziale per primi. Lo fecero così bene che il dolce cambiò nome, prendendo quello della confraternita.
Tuttavia altri fanno risalire l’etimologia del nome al dialetto pan spzièl, cioè pane speciale.

Il certosino fu conosciuto anche alla corte papale per opera dei frati di San Brunone, ma non si diffuse mai oltre i limiti della provincia Bolognese. Si possono comunque trovare dolci simili nella vicina Romagna con altri nomi. Una volta veniva confezionato dalle famiglie, ma oggi è più facile trovarlo dai pasticceri più rispettosi della tradizione usano fabbricarlo, anche se c’è ancora chi lo produce in casa per uso familiare.

La ricetta del certosino

Nel giugno del 2003 la delegazione di Bologna dell’Accademia italiana della cucina ha depositato presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna la ricetta ufficiale del certosino (o panspeziale). La ricetta è stata elaborata a seguito di ricerche storiografiche ed è protetta con il marchio di qualità STG (Specialità tradizionale garantita).

Il dolce è preparato con farina, miele, frutta (cedro) candita, mandorle, cioccolato fondente, uvetta sultanina, pinoli, burro, semi di anice e cannella.

Un dolce molto simile, sempre della tradizione bolognese, è il panone. Questo ha in comune con il certosino le decorazioni fatte con canditi, il cioccolato e la frutta secca, ma ha una consistenza differente: se il certosino si avvicina al pampepato ferrarese, il panone è più vicino ad una torta lievitata.

 

Cotoletta alla bolognese

La cotoletta alla bolognese è uno dei piatti più tipici di Bologna, di origine molto antica e molto ricco, che consiste in una cotoletta di carne (di vitello o pollo), prima fritta in strutto.

Viene quindi brevemente immersa in brodo di carne, per insaporirla ed “inumidirla” quindi la si mette in una teglia, la si ricopre con una abbondante fetta di prosciutto e una generosa manciata di parmigiano reggiano. La si passa quindi al forno caldo fino a che il formaggio sovrastante si scioglie. Particolarmente ricca è la versione con il tartufo. Una volta uscita dal forno la si ricopre di tartufo (o meglio di “trifola“, un tartufo bianco piccolo e molto profumato degli appennini circostanti Bologna). È usanza di alcuni mettere anche una punta di concentrato di pomodoro nella teglia da passare al forno. La ricetta è stata depositata dalla Accademia Italiana della Cucina presso la Camera di Commercio di Bologna il 14 ottobre 2004.

 

Friggione

Il friggione è un piatto tipico bolognese (che è stato datato al 1886), la cui ricetta è stata depositata dalla Accademia italiana della cucina presso la Camera di Commercio di Bologna nel 2004.

ll friggione si prepara con cipolle bianche, pomodori pelati, strutto, sale e zucchero.

 

Lasagne al forno

Le lasagne al forno sono pasta all’uovo tagliata in grossi quadrati, o rettangoli, detta lasagna, che si fa bollire e poi scolata, si aggiunge ragù e besciamella, disposti a strati e passati al forno, in una teglia di acciaio o meglio di ceramica. Le lasagne al forno (chiamate anche pasticcio) sono un piatto tipico della cucina italiana, in particolare dell’Emilia-Romagna e, in particolare nella variante dei vincisgrassi, delle Marche. Dopo la seconda guerra mondiale si diffusero in tutta lapenisola e sono ormai conosciute in tutto il mondo.

Origini

Nell’antica Roma, c’era un piatto cucinato in maniera simile alla lasagna, detto lasana o lasanum che significa recipiente, descritto nel libro L’arte culinaria di Apicio e forse il piatto preferito da Cicerone perché, essendo morbido, poteva mangiarlo senza difficoltà nonostante l’età avanzata. I romani tagliavano la pasta a strisce molto larghe e la condivano con legumi e formaggio. Un anonimo nel 1300, per la prima volta creò degli strati di pasta, da farcire con il formaggio e l’editore Francesco Zambrini, nel 1863 in Bologna, riportò la ricetta nel Il libro della cucina del sec. XIV. Paolo Monelli nel 1935, cita le lasagne nel suo libro il Ghiottone errante.

Condimenti

La ricetta più diffusa e più semplice, versione classica con normale pasta bianca all’uovo, prevede come condimento ragù, besciamella e formaggio Parmigiano-Reggiano. Si possono preparare lasagne di colore verde con l’aggiunta alla pasta di spinaci, preparata soprattutto nella zona tra Reggio Emilia, Modena e Bologna, oppure con condimenti a base di funghi, quest’ultima cucinata maggiormente nell’Italia centrale. In tempi recenti è stato introdotto come formaggio, l’uso della mozzarella o delle sottilette.

 

Mortadella

La Mortadella Bologna IGP è un prodotto di salumeria realizzato con carne di puro suino, finemente triturata, mescolata con lardo, leggermente aromatizzata con spezie, insaccata e cotta.

Dal luglio 1998, a livello europeo, la denominazione Mortadella Bologna è stata riconosciuta quale indicazione geografica protetta (IGP). A seguito di questo riconoscimento, solo la Mortadella Bologna può fregiarsi del marchio IGP, mentre tutte le altre produzioni che non rientrano nelle regole del disciplinare, possono essere commercializzate come mortadella comune e in alcun modo posso usare la denominazione ‘Bologna’ o la dicitura ‘IGP’ sui prodotti venduti, anche se erroneamente nel linguaggio comune è uso indicare come ‘Bologna’ anche la comune mortadella.

Caratteristiche

La mortadella Bologna IGP, di puro suino, è un insaccato cotto, dalla forma cilindrica od ovale, di colore rosa e dal profumo intenso, leggermente speziato.

Per la sua preparazione vengono impiegati solo tagli pregiati (carne e lardelli di elevata qualità), triturati adeguatamente allo scopo di ottenere una pasta fine. Il sapore è pieno e ben equilibrato. Una volta tagliata, la superficie si presenta vellutata e di colore rosa vivo uniforme. La mortadella Bologna emana un profumo particolare e aromatico e il suo gusto è tipico e delicato.

 

Panone

Il Panone è un dolce natalizio tipico della zona di Bologna e in particolare di Molinella (Panone di Molinella DE.CO). Si tratta di un prodotto da forno ricco di ingredienti, a base di cacao, canditi, cioccolata, uva sultanina. È prodotto tradizionalmente in pani quadrati o rettangolari nel periodo natalizio.

Ragù

Il ragù bolognese (in dialetto ragó, mentre con sufrétt, soffritto si intende il pesto iniziale di cipolla, carota e sedano) è un tipico ragù di carne della cucina bolognese. Il sugo è tradizionalmente servito con le tagliatelle all’uovo (tagliatelle alla bolognese), ma è usato anche per condire altri tipi di pasta come le lasagne al forno (arricchito con la besciamella) ed il tipico piatto povero del passato: la polenta].

Un uso molto comune all’estero del ragù è per condire gli spaghetti (erroneamente chiamati spaghetti alla bolognese, piuttosto comuni nel Nord Europa e venduti perfino in lattina): tale piatto, ormai diffuso anche in Italia, non è certamente da attribuirsi alla cucina bolognese, in quanto gli spaghetti non fanno parte della tradizione emiliana che ha sempre preferito la sfoglia all’uovo, solitamente fresca, rispetto alle paste di semola di grano duro, più tipicamente meridionali e generalmente secche.

La ricetta del ragù bolognese

Nell’ottobre del 1982 la delegazione di Bologna dell’Accademia Italiana della Cucina ha depositato presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna la ricetta ufficiale del ragù bolognese, allo scopo di garantire la continuità ed il rispetto della tradizione gastronomica bolognese in Italia e nel mondo.

 

Tagliatelle

Le tagliatelle o fettuccine sono una pasta all’uovo tipica del centro e nord Italia.
Il loro nome deriva dal verbo “tagliare” o “affettare”, dato che si ottengono stendendo la pasta in sfoglia sottile e tagliandola, dopo averla arrotolata.
Una variante sono le tagliatelle verdi, nel cui impasto entra la bietola o lo spinacio, particolarmente gustose e delicate sono poi le tagliatelle verdi all’ortica (con cime tenere delle
ortiche al posto degli spinaci).

Preparazione

La ricetta emiliana classica vuole che le tagliatelle siano condite con il ragù alla bolognese, preparato con polpa di maiale, vitello e manzo, macinate e cucinate in un soffritto di burro, pancetta, aromi, tirate a cottura con brodo, vino rosso e salsa di pomodoro, e generosamente coperte di parmigiano. Esiste comunque un’altra versione in cui il condimento è costituito da un intingolo a base di prosciutto crudo. Mettere la farina a fontana sulla spianatoia e fare al centro un incavo col pugno. Rompere le uova al centro della farina e mescolare il tutto per bene fino a che lentamente vengano completamente assorbite. Impastare ora il tutto per almeno 15 minuti fino ad ottenere un composto liscio ed elastico. Se le uova non bastassero ad amalgamare la farina aggiungere un cucchiaio o due di acqua e lasciarla riposare qualche minuto sulla spianatoia quindi la si divide in pezzi e la si stende con un matterello fino a tirare una sfoglia sottile. A questo punto, lasciare asciugare la sfoglia per qualche minuto: una volta asciutta, arrotolare la sfoglia su se stessa tagliarla a fettine larghe 1/2 centimetro. Allargare le tagliatelle su un piano asciutto lasciarle asciugare per qualche ora prima della cottura.

 

Torta degli addobbi

La torta degli addobbi (detta più semplicemente torta di riso) è un tipico dolce che appartiene alla tradizione culinaria bolognese. Veniva tradizionalmente preparato durante la “Festa degli addobbi“, festa istituita fin dal XVII secolo per il decennale di una parrocchia in cui era uso esporre alle finestre, in segno di festa, dei drappi colorati. In tale occasione le case dei parrocchiani erano aperte alle visite di vicini e conoscenti e agli ospiti si offriva questa torta. Si preparava allora la “torta di riso” che veniva offerta tagliata in piccoli rombi, ciascuno sormontato da uno stuzzicadenti. Negli Addobbi o Corpus Domini “si portava in processione l’immagine del Corpus Domini: questa festa veniva celebrata ogni 10 anni nelle parrocchie in città, mentre in campagna ogni paese veniva diviso in 4 quartieri e ogni quartiere festeggiava una volta ogni 4 anni, a rotazione” (Babette, in “La cucina della Prateria bolognese”)

Torta di tagliatelline

Torta di tagliatelline, di tagliolini o torta ricciola è un dolce emiliano nato agli inizi del 1800, a base di gustosa sfoglia all’uovo farcita alternando tagliatelline fini a mandorle e zucchero.

È considerata originaria di Molinella nel bolognese che è l’unico comune ad averla registrata come marchio De.Co. (denominazione comunale di origine).

Questo dolce è diffuso in versioni simili nel ferrarese, bolognese e modenese.

Tortellini

Il nome di tortellino (in bolognese turtléin, in modenese turtlèin) deriva dal diminutivo di tortello, dall’italiano torta.
L’odierno tortellino è verosimilmente l’erede relativamente recente di una lunga progenie nata in un ambiente povero per “riciclare” la carne avanzata dalla tavola dei nobili ricchi. Nel libro “L’economia del cittadino in villa” di
Vincenzo Tanara del1664 si descrivono dei tortellini “cotti nel burro”. Ancora nel 1842 il viaggiatore e bibliografo francese Antoine-Claude Pasquin (detto Valery, 17891847) annotava un ripieno di «sego di bue macinato, tuorli d’uovo e parmigiano», ben più rozzo dell’attuale.

Al giorno d’oggi è possibile reperire tortellini confezionati in ogni parte del mondo, soprattutto dove le comunità italiane hanno una certa importanza. I tortellini confezionati “freschi” hanno normalmente una durata di sette settimane.

I tortellini in brodo sono spesso serviti nel menu di Natale.

 

Zuccheroni montanari

Zuccherotti montanari sono dei biscotti friabili tipici della tradizione emiliana, la loro consistenza li rende adattissimi per essere inzuppati nel tè. Vengono preparati seguendo un’antica ricetta che si tramanda di madre in figlia. Viene creata una glassatura che lo rende diverso da ogni altro biscotto, attraverso il procedimento degli antichi montanari, che avviene attraverso la bollitura dello zucchero e dell’anice. L’utilizzo dell’anice rilascia un profumo inebriante, tipico di questi biscotti.

Originariamente venivano preparati e offerti agli ospiti per celebrare le feste e/o i matrimoni sulle colline dell’appennino emiliano.

 

LOCALI

Osteria Del Cirmolo

Via San Felice 86/A – 40122 Bologna – Tel. 051522432

http://www.osteriadelcirmolo.it/

 

Agriturismo La Cantina dei Sapori

Via San Martino 28/5 – 40050 Monte San Pietro – Tel. 0516766263 Fax 051 6766665

http://www.lacantinadeisapori.it/

 

Trattoria Il Panza

Via Murri 207/A – 40141 Bologna – Tel. 0516237652

http://bolognauno.blogspot.it/2009/03/il-panza-via-murri-207-bologna.html

 

Ristorante Hotel Il Maglio

Via Prov. Selice 27 – 40026 Imola – Tel. 0542642299,0542640526

http://hotelilmaglio.it/

La Scuderia

Piazza G. Verdi,2 – Bologna – Tel. 0516569619,051229189

http://www.lascuderia.bo.it/

 

Ristorante Pizzeria Tonino

Via Cairoli 16 – 40123 Bologna – Tel. 0515882700

http://www.mediton.it/

 

Osteria Del Moretto

Via San Mamolo 5/A – 40136 Bologna – Tel. 051580284

http://www.osteriamoretto.it/

Bovida

Via Marsala 17 – 40126 Bologna – Tel. 051271548

https://www.facebook.com/bovida.bologna

Trattoria Nonna Rosa

Via Piave 31/b – 40133 Bologna – Tel. 0516153921

http://www.trattorianonnarosa.it/

Antica Trattoria del Cacciatore

Via Caduti di Casteldebole 25 – Bologna – 051/564203

http://www.ristoranteilcacciatore.com/

Ristorante Biagi

Via Savenella 9/A – Bologna – 051/4070049, 335/382020

http://www.ristorantebiagi.it/

Ristorante Tamburini

Via Caprarie 1 – Bologna – 051/234726

http://www.tamburini.com/

Cantina Bentivoglio

Via Mascarella 4/B – Bologna – 051/265416

http://www.cantinabentivoglio.it/ita/home.php

Ristorante Franco Rossi

Via Goito 3 – Bologna – 051/238818

http://www.ristorantefrancorossi.it/

Trattoria Romano

Via Pietramellara 15 – Bologna – 051/255504

http://www.trattoriaromano.it/chi_siamo.html

Polpette e Crescentine

Via dei Fornaciai 9/3 – Bologna051/4180424 – 051/320605

http://www.polpetteecrescentine.com/

Ristorante Pizzeria Due Lune

Via Bertocchi 1/A – Bologna – 051/567569

http://www.ristoranteduelune.com/

Rosticceria Due Torri

Via G. Mazzini 49/A – Bologna – 051/398942

Tamburini

Via Caprarie 1 – Bologna – 051/234726

http://www.tamburini.com/

Il Forno di Calzolari

Via delle Fragole 1 – Bologna – 051/6555292

http://www.fornocalzolari.it/